ETICHETTE E PANNELLI PER IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Come rendere immediatamente riconoscibile la merce pericolosa: placche, pannelli e etichette per tutti i trasporti

Il fatto che oggi sia in circolazione una grande quantità di merce pericolosa (dagli alcol ai rifiuti, dalle vernici ai prodotti chimici, alle batterie al litio) fa sorgere la necessità che il loro trasporto debba essere effettuato in sicurezza, quindi adottando le opportune precauzioni e apponendo determinate segnalazioni (etichette, placche e/o pannelli di pericolo).

Va innanzitutto fatta una distinzione: le etichette servono al singolo collo, sia esso una scatola di cartone, una cassa omologata in legno o una tanica; le placche e i pannelli vanno invece applicati in genere ai mezzi di trasporto, siano essi container, cisterne o altro. Il loro scopo principale è quello di indicare il pericolo a cui le persone (e di conseguenza l’ambiente) vanno incontro in caso di urto, incidente o ribaltamento.

Tutti questi segnali, etichette, placche e pannelli di pericolo, devono rispettare le normative ADR, IATA/ICAO, IMDG, ADN, RID per il trasporto delle merci pericolose. A differenziarli è, ovviamente, il formato. Oltre alle etichette, in genere autoadesive e permanenti (cioè pressoché inalterabili, resistenti ai fattori atmosferici e anche all’acqua marina per più di 90 giorni), ci sono i pannelli di pericolo sia neutri che con l’indicazione del numero ONU che contraddistingue la merce pericolosa trasportata.

Le informazioni che le etichette e i pannelli devono riportare devono essere immediatamente comprensibili sulla marcatura dei colli: devono indicare con il numero ONU il tipo di merce pericolosa che l’imballo o il mezzo di trasporto contiene, il nome della merce, l’indirizzo del mittente e del destinatario e, quando richiesto, sui due lati devono essere messe le frecce di orientamento.

Le etichette per il trasporto di merci pericolose vengono divise in 9 classi, ciascuna con disegni e/o colori diversi secondo la merce trasportata. In genere hanno forma di losanga o quadrato e sono diverse nei colori e nei disegni (questi ultimi in genere neri, come il bordo) per poter subito identificare la merce pericolosa trasportata:

  • Le Etichette che contraddistinguono le classi per il trasporto di merce pericolosa hanno una grandezza massima di 100 x 100 mm per i colli, mentre per i container o altro mezzo di trasporto hanno una dimensione minima di 250 x 250 mm e in questo caso sono chiamate “Pannelli-Etichetta”.
  • Esistono poi i “Marchi” cioè quelle etichette adesive specifiche (per esempio quelle per Quantità Esente o Limitata) che dovranno essere apposti sia sui singoli colli sia sul mezzo di trasporto.

I mezzi di trasporto sono placcati o marcati in modo diverso secondo le merci trasportate o la loro quantità. Sul retro e sui fianchi del mezzo di trasporto è posto il numero ONU per individuare il pericolo in caso di incidente e stabilire quindi i metodi di soccorso. Salvo i casi di esenzione per Quantità Limitata o Esente i pannelli arancioni devono essere autoriflettenti, omologati e apposti sui quattro lati del mezzo.

Altra tipologia di etichettatura sono i cosiddetti pittogrammi di pericolo, codificati secondo il regolamento CLP per la Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele (https://osha.europa.eu/it/themes/dangerous-substances/clp-classification-labelling-and-packaging-of-substances-and-mixtures) che allinea la legislazione europea precedente all’accordo GHS

(Global Harmonized System of Classification and Labelling Chemicals).

Sistema globale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS), affronta la classificazione delle sostanze chimiche per tipo di rischio e propone elementi armonizzati di comunicazione dei pericoli, tra cui etichette e schede di dati di sicurezza. Mira a garantire che siano disponibili informazioni sui rischi fisici e tossici delle sostanze chimiche al fine di migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente durante la manipolazione, il trasporto e l’uso di queste sostanze chimiche.

Il GHS fornisce anche una base per l’armonizzazione delle norme e dei regolamenti sulle sostanze chimiche a livello nazionale, regionale e mondiale, un fattore importante anche per l’agevolazione degli scambi.

I due elementi principali del GHS sono la classificazione dei pericoli delle sostanze chimiche secondo le norme GHS e la comunicazione dei pericoli e delle informazioni precauzionali utilizzando le schede di sicurezza (SDS) (note anche come schede di sicurezza dei materiali) e le etichette.

Le etichette GHS possono anche figurare sui colli per comunicare i pericoli contenuti nell’imballaggio mediante l’uso di dichiarazioni di pericolo standardizzate.

Possono anche essere richiesti consigli di prudenza.

Mentre alcuni pittogrammi identificano sostanze che rappresentano solo un pericolo per la fornitura e l’uso, altri pittogrammi GHS contengono simboli che sono in gran parte equivalenti ai simboli contenuti nelle etichette di pericolo usate nel trasporto e che possono quindi indicare che il contenuto è pericoloso.

I pittogrammi usati da GHS sono mostrati nelle Tabelle B.4.A e B.4.B.

La Tabella B.4.A identifica i pittogrammi GHS che contengono simboli che compaiono anche sull’etichetta di pericolo usata nel trasporto. La presenza di questi pittogrammi può indicare che il contenuto del pacco è pericoloso.

La Tabella B.4.B identifica i pittogrammi GHS che identificano le sostanze che rappresentano un pericolo diverso da un rischio acuto e che non rappresentano un rischio nel trasporto (DGR 2.2).

 

L’Agenzia europea delle sostanze chimiche (European Chemicals AgencyECHA) è un’ agenzia dell’EU sede a Helsinki.

Fra le autorità di regolamentazione, è quella che si occupa del settore delle sostanze chimiche quali la tutela della salute umana e dell’ambiente e la promozione dell’innovazione e della competitività.

L’ECHA assiste le società affinché si conformino alla legislazione, promuove l’uso sicuro delle sostanze chimiche, fornisce informazioni sulle sostanze chimiche e si occupa delle sostanze preoccupanti.