IL NASTRO ADESIVO: DA UN’IDEA SEMPLICE UN OGGETTO INDISPENSABILE

I prodotti Mattolini per la chiusura. Il nastro adesivo in tutte le sue versioni e utilizzi

Per le scatole e le buste, per i sacchi e gli imballi di merce pericolosa, in acrilico o di carta: il nastro adesivo non può mancare nel catalogo Mattolini ed infatti il cliente ne trova qui di qualsiasi tipo e per ogni esigenza.

Ma come nasce e cos’è il nastro adesivo? Chi è il suo inventore?

Il passo indietro nel tempo va fatto fino al 1925 quando Richard G. Drew, giovane ricercatore americano della 3M (la famosa multinazionale statunitense, Minnesota Mining and Manufacturing Company), che allora produceva carta abrasiva a quasi esclusivo utilizzo delle fabbriche automobilistiche, volle trovare la soluzione a un problema che aveva notato nell’uso delle maschere per tingere le vetture. Egli si accorse infatti che gli operai impiegavano molto tempo per applicare queste protezioni: ci voleva qualcosa che pur aderendo bene al supporto, fosse facile e veloce da rimuovere. Drew pensò di usare il cellophane trasparente (da poco sul mercato) per fare delle strisce su un solo lato delle quali applicare del collante. La sua invenzione, perfezionata negli stabilimenti della 3M, funzionò e letteralmente cambiò il mondo. Era nato il nastro adesivo, declinato poi nelle decine di varianti tra versioni in acrilico e su carta, biadesivo o semplice, più sottile o più spesso, tutte usate ancora oggi. Un’idea talmente rivoluzionaria nella sua semplicità che oggi le è addirittura stato dedicato un giorno: il 27 maggio di ogni anno, infatti, si celebra il Cellophane Tape Day, la Giornata del nastro adesivo.

Per quanto riguarda il nastro adesivo da imballaggio, anche di questo ne esistono vari modelli che differiscono per tipo di supporto (in PVC o PLP) e di colla usata (in gomma naturale – la più appiccicosa – acrilica – quella a più lunga tenuta – e hot-melt – ossia termofusibile). E a quali scopi si adattano meglio? Come orientarsi nella scelta del tipo più adatto alle proprie esigenze? Mattolini ce lo spiega presentandoci i suoi modelli.

Il nastro adesivo in polivinilcloruro (PVC) è il tipo più costoso: è più spesso e “morbido” dell’altro, di solito ha una colla in gomma naturale (e quindi con alto potere adesivo) e può essere spezzato facilmente; si adatta perciò a ogni tipo di materiale senza problemi di tenuta. Il nastro adesivo in polipropilene (PLP), più economico, può avere tre tipi di colla: la stessa colla in gomma naturale dell’altro, quella acrilica o quella hot-melt. Il nastro adesivo in PLP con colla in gomma naturale ha in genere la caratteristica di essere più elastico, particolarità che lo rende però anche più difficile da usare; il nastro adesivo in PLP con colla acrilica è ancora più economico dell’omologo con colla naturale perché ha una tenuta minore, ma garantisce la massima trasparenza; il nastro adesivo in PLP con colla hot-melt è il tipo più rumoroso in fase di applicazione e sebbene si srotoli facilmente è adatto per lo più all’utilizzo con le nastratrici automatiche. Il nastro adesivo in carta, infine, molto protettivo e resistente anche ad alte temperature, oltre che essere molto duttile e adatto anche ad usi quotidiani, è l’ideale nelle mascherature sia nel settore automobilistico che in quello dell’edilizia.

I nastri adesivi Mattolini, venduti in bobine di varie metrature anche assieme ai relativi tendinastri, sono adatti per imballaggi e spedizioni anche di merci pericolose, purché abbinati al contenitore omologato più adatto a questo tipo di articoli.